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EXPO 2015: Feeding the Planet. Energy for Life
Mentre in questi giorni si fa un gran parlare della bufera giudiziaria che si è abbattuta sull'Esposizione Universale di Milano, per l'arresto di Antonio Rognoni, ex dg di Infrastrutture Lombarde, per aver assegnato una serie di appalti in cambio di tangenti, è notizia delle ultime ore l’arresto di uno dei manager più importanti di Expo 2015 spa, Angelo Paris - direttore della divisione Construction and dismantling, insieme a Primo Greganti e Gianstefano Frigerio. Se ne parla molto, ma che cos’è precisamente l’Expo? È un’Esposizione Universale, non commerciale organizzata dalla nazione che ha vinto l'opportunità di realizzare una manifestazione di tale prestigio per l'intero Paese. La sfida di portare l’Expo in Italia nasce nel 2006, quando si decide di candidare Milano come città-ospitante di un simile evento. Con un programma dettagliato sul tema proposto, sulla missione e sulla presentazione del progetto, Milano riesce a trionfare sulla diretta rivale Smirne. L’evento che avrà luogo a partire da venerdì 1 maggio a sabato 31 ottobre 2015 nel cuore di Milano, davanti al Castello Sforzesco, ospita un'occasione unica di crescita e visibilità per le eccellenze del nostro Paese.
L’evento prevede quindi la partecipazione di 144 paesi, pari a circa il 94% della popolazione mondiale, che sono chiamati a confrontarsi sulle diverse reazioni presentate di fronte alle sfide poste dalle nuove tecnologie, più che limitarsi solo ad esporle. Considerato uno degli eventi più redditizi per l’economia nazionale, L’Expo 2015 rappresenta un’occasione di crescita e di sviluppo, grazie anche ad un elevato grado di coinvolgimento da parte delle aziende del territorio. Recenti stime attestano che la produzione attivata dall’evento sarà pari a 69 Mld circa, incrementando il PIL dello 0,18%. I settori coinvolti sono molteplici: quelli del turismo, dell’edilizia, della ristorazione, dell’agricoltura, dei servizi e della gestione e promozione eventi. Expo Milano 2015 intende affrontare la tematica universale e complessa della nutrizione da un punto di vista ambientale, storico, culturale, antropologico, medico, tecnico-scientifico ed economico. Tale impostazione multidisciplinare crea interessanti intrecci, correlazioni e collegamenti.
Tema dell’evento e principali obiettivi. Il tema intorno cui ruota l’intero evento “Feeding the Planet. Energy for Life” ha come obiettivo quello di dare spazio alla creatività e all’innovazione affrontando la complessa tematica della nutrizione, favorendo sempre una alimentazione sana e sufficiente in tutto il pianeta, da un punto di vista oltre che storico- culturale, soprattutto medico, scientifico, ambientale ed economico. I punti chiave dell’evento ruotano intorno al rafforzamento della qualità e della sicurezza di un’alimentazione per vivere in maniera sana ed equilibrata; diminuire la mortalità infantile e la malnutrizione che ancora oggi compiscono 850 milioni di persone; educare ad una corretta alimentazione; prevenire malattie sociali tra cui obesità e patologie cardiovascolari; valorizzare e favorire le grandi tradizioni alimentari di popolazioni e comunità locali; migliorare la qualità dei prodotti avvalendosi della tecnologia. Per avvicinare le imprese agricole e alimentari all’evento, sono stati messi in atto piani di comunicazione e promozione oltre alla partecipazione e al contributo della Società civile. Ad oggi l'avanzamento dei lavori risulta ancora fortemente arretrato. Si riuscirà, in meno di un anno, a portare a termine questi progetti che almeno teoricamente sembrano ben strutturati e a non disperdere l’ennesima occasione di valorizzazione della nazione?!
Francesca Pistolini
No, non sono in sovrappeso, è che ho diciotto centimetri in meno di altezza

“La società è composta di due grandi categorie di persone: chi ha più cibo che appetito e chi ha più appetito che cibo". Rubiamo la frase da Nicolas Chamfort, scrittore francese del XVIII secolo, che (e in particolar modo la prima parte), per trattare di un grave problema che sta raggiungendo dimensioni enormi a livello mondiale: l’obesità. Per obesità si intende una condizione caratterizzata da un eccessivo accumulo di grasso corporeo, a causa di una malnutrizione per eccesso, in relazione anche ad un’attività fisica insufficiente. Si associano poi diversi altri fattori, tra cui quelli genetici, che però sono ancora sotto studio e di cui si ipotizza una causa poligenetica.
La situazione mondiale risulta essere allarmante: l’11% della popolazione è obesa e circa 40 milioni di bambini al di sotto dei 5 anni si trovano già in una situazione di sovrappeso. In Italia, 4 adulti su 10 sono in eccesso ponderale. Gli uomini, più frequentemente presentano un tipo di obesità definito “centrale”, con accumulo di grasso nelle parti alte del corpo (collo, spalle, addome al di sopra dell’ombelico),mentre le donne presentano obesità di tipo “periferico”, nelle parti basse del corpo (addome al di sotto dell’ombelico, fianchi, cosce). Sfatiamo poi il mito che l’obesità è un problema delle persone agiate: un gran numero di obesi sono, anzi, facente parte della media/bassa fascia socioeconomica, con consumazione di cibi meno sani, a favore invece di quelli più ricchi in grassi.
Come ci si può accorgere di star entrando nel gruppo dei “sovrappiù”? Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, un soggetto viene considerato sovrappeso o obeso in relazione al suo indice di massa corporea (BMI, dall’inglese Body Mass Index). Il BMI viene espresso come rapporto tra peso (espresso in kg) e quadrato dell'altezza di un individuo (espressa in metri). Si potranno quindi avere diversi risultati, confrontabili con la sottostante tabella:
- Obesità di III classe (gravissima ) BMI ≥ 40,00
- Obesità di II classe (grave) 35,00<BMI<39,9
- Obesità di I classe (moderata) 30,0<BMI< 34,9
- sovrappeso 25,0<BMI<29,9
- Regolare (peso ideale) 18,5<BMI<24,9
Ricordiamo, comunque, che il BMI non fornisce alcuna indicazione sulla composizione corporea, perché non tiene conto dell'ossatura e della muscolatura: un soggetto dotato di muscolatura e/o ossatura possente potrebbe apparire sovrappeso pur essendo in effetti normopeso. È necessario, quindi, analizzare in modo più preciso il proprio valore di massa grassa e ciò è reso possibile dall’uso di varie tecniche, come ad esempio la Pesata idrostatica la Plicometria ,le misure bioimpedenziometriche.
Il risvolto più tragico di questo status è rappresentato dalla vasta gamma di malattie di cui l’obesità è un importante fattore di rischio: patologie più note ,come quelle cardiovascolari, ma anche apnee notturne, diabete mellito di tipo II, malattie del fegato e della colecisti; arrivando fino a patologie la cui associazione è meno nota alla maggior parte della popolazione, come il cancro della mammella, la gotta, l’irsutismo. Ricordiamo, poi, che anche se un Musical, diventato pure un film, diceva: “Grasso è bello”, il risvolto psicologico non è da sottovalutare in questi pazienti. Le persone in sovrappeso, e tanto più quelle obese, vengono relegate ai margini delle relazioni sociali. In special modo, l’isolamento risulta evidente nei bambini, che crescono così in una situazione di disagio, con un rapporto squilibrato verso il proprio corpo, raggiungendo, a volte, anche gli estremi opposti: anoressia e bulimia (descritte nell’articolo precedente, riguardante la malnutrizione per difetto ndr). Proprio per migliorare questa situazione in picchiata, la Comunità Europea ha stabilito un piano d’azione a cui tutti i membri dovranno rispondere per cercare di far rientrare l’emergenza: l’Action Plan on Childhood Obesity 2014-2020. Nonostante i numerosi piani messi a punto dai vari Paesi, però, il traguardo del peso forma per molti è ancora lontano: si deve cominciare dall’educazione alimentare infantile. D’altronde, come diceva Francois de La Rochefoucould:” Mangiare è una necessità, mangiare intelligentemente è un’arte”.
Per ulteriori approfondimenti riguardanti l’argomento, potete visitare il sito:
mercoledì 7 maggio 2014
L’uomo è ciò che mangia
"Se fossimo in grado di fornire a
ciascuno la giusta dose di nutrimento e di esercizio fisico, né in
difetto né in eccesso, avremmo trovato la strada per la salute"
Questo è ciò che aveva intuito
Ippocrate, già nel 470 ca. ed è quello che una buona parte della
popolazione mondiale sembra ancora non capire. C’è chi mangia
troppo e chi invece troppo poco. Trilussa diceva (e Jovanotti
citava): “Se io mangio due polli e tu nessuno statisticamente noi
ne abbiamo mangiato uno per uno”. Ma la realtà è ben diversa, ben
più grave.
Circa due miliardi di persone nel mondo
sono sovrappeso, se non obese (malnutrizione per eccesso), mentre al
2012 erano 870 milioni le persone denutrite (malnutrizione per
difetto), di cui 200 milioni di bambini (dati FAO).
Quali sono i rischi correlati ad
entrambe queste situazioni? E quali sono i rischi correlati ai rimedi
fai-da-te? Proprio di questo ci occuperemo in questa breve rubrica,
comprendente tre articoli (quello di oggi,quello del 29 Aprile e
l’ultimo a Maggio,ndr).
E proprio oggi apriamo le porte ad uno
di questi mondi: il mondo della malnutrizione per difetto.
Con il termine malnutrizione per
difetto non si intende la mera scarsità di cibo (denutrizione),
bensì un introito squilibrato dei vari nutrienti, ai quali si può
associare scarsità di controlli sanitari ed igienici alimentari.
Essere sottopeso significa correre un
rischio 9 volte maggiore, rispetto a un coetaneo normalmente nutrito,
di morire precocemente.
Per verificare la malnutrizione, un
calcolo veloce che può essere effettuato è quello della misura
della circonferenza del braccio:
VALORI CLINICAMENTE SIGNIFICATIVI PER
MALNUTRIZIONE
MASCHI
FEMMINE
≥ 20.1 cm < 22.8 cm malnutrizione
lieve ≥ 18.6 cm < 20.9 cm
> 15.2 cm < 20.1 cm
malnutrizione media > 13.9 cm < 18.6
≤ 15.2 cm
malnutrizione severa ≤ 13.9 cm
Circonferenza media del braccio in
adulti sani:
MASCHI: 32 ± 5 cm
FEMMINE: 28 ± 6 cm
La malnutrizione per difetto si ritrova
sia nei cosiddetti Paesi del terzo Mondo,sia nei Paesi etichettati
come Sviluppati.
Nel primo caso, una patologia
importante e dalle gravi conseguenze, che colpisce i bambini tra 1 e
4 anni e di cui tutti abbiamo un immagine nella mente è la Sindrome
di Kwashiorkor, legata alla carenza di proteine. Circa 192 milioni di
bambini sotto i cinque anni soffrono di questa forma di patologia, di
cui l’82% in Asia e il 12% in Africa (restante 6% tra America del
Sud e Medio Oriente).
La principale manifestazione clinica
nei piccoli malati è il rigonfiamento addominale. Infatti, le
proteine del sangue, fisiologicamente, riescono a trattenere i
liquidi nel compartimento sanguigno. Quando però esse risultano
carenti, il liquido non viene più trattenuto e si sposta invece
verso lo spazio intercellulare, dando luogo ad edema.
Altre manifestazioni sono: deficit di
anticorpi (anch’essi appartenenti a una famiglia particolare di
proteine),colore rossiccio dei capelli e depigmentazione cutanea.
Un altro problema nutrizionale
importante è rappresentato dal deficit di vitamina A, che in forma
grave può provocare cecità e aumentare fortemente il rischio di
mortalità infantile, perché diminuisce la resistenza a malattie
infettive come morbillo, diarrea e infezioni respiratorie acute.
Ugualmente, la carenza di iodio è una
causa importante di patologia fisica e mentale, con danni cerebrali
permanenti, problemi di gotta e malfunzionamento della ghiandola
tiroidea. Può colpire già il feto
e i bambini nei primissimi anni di
vita, aumentando anche il rischio di mortalità prenatale e infantile
e di sottopeso alla nascita. Spesso i bambini nati da donne con
carenza di iodio andranno incontro a forme anche gravi di cretinismo.
Nei Paesi Sviluppati, invece, la
malnutrizione è per lo più legata all’anoressia ,termine che
indica la mancanza di appetito, a causa di diversi tipi di patologie.
L’anoressia nervosa è la più popolare, assieme alla bulimia,
costituendo importanti disturbi del comportamento alimentare.
Solo in Italia sono 3 milioni le
persone (non solo donne) affette da tali patologie - dati comunicati
in occasione del Congresso dell'Associazione nazionale dietisti -
Le cause sono da ricercarsi in fattori
sociali e psicologici. È stato analizzato mediante tecniche di
neuroimaging (quali risonanza magnetica funzionale) come queste
persone presentino dismorfofobia (incapacità di percepire
obiettivamente il proprio schema corporeo). Sono in studio anche
cause genetiche, essendo forte l’associazione in gemelli omozigoti.
Infine, ma non ultime, le cause psichiatriche, di cui in letteratura
sono stati trattati vari casi in cui si denotava un’associazione di
comorbilità tra anoressia e alterazioni nella sfera
ossessivo-compulsiva.
Le persone con disturbi del
comportamento alimentare vanno incontro a varie gravi complicanze:
dalla disidratazione, agli squilibri elettrolitici (che possono
portare a gravi danni cardiaci ,tra i quali aritmie e scompenso
cardiaco),dall’ ipotermia all’ipotiroidismo, dall’infertlità,
alle fratture spontanee.
Con questo primo articolo si conclude,
quindi, un incontro più ravvicinato con pazienti i cui disturbi
potrebbero essere evitati mediante una sana alimentazione.
L’incidenza di tutte queste patologie
può diminuire nel corso del tempo, tramite interventi mirati.
Per le patologie da malnutrizione che
si riscontrano nei Paesi del Terzo Mondo, varie organizzazioni come
Unicef e FAO stanno conducendo a grandi progressi, progressi di cui
anche noi, nel nostro piccolo, possiamo renderci partecipi.
K.M.

