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Château La Coste, una passeggiata tra vino ed architettura
Nel cuore della Provenza, a metà strada tra Marsiglia e Aix-en Provence, troviamo questo meraviglioso “villaggio” di arte, vino e architettura. L’idea viene ad un facoltoso immobiliarista, proprietario di lussuosi alberghi a Londra e a Dublino, il quale decide di comprare a Le Puy-Ste-Réparade, in Provenza, circa 200 ettari di campagna, di cui 130 coltivati a vigna, e di trasformarli in un immenso museo a cielo aperto. Nasce così Château La Coste: una cantina vinicola e un suggestivo percorso tra architetture e sculture immerse nella natura. Famosi artisti ed architetti vengono invitati a visitare la proprietà e a scoprire la bellezza del paesaggio, in seguito essi dovranno scegliere il contesto più adeguato per l’opera e dare sfogo alla propria creatività. Appena entrati troviamo la meravigliosa opera di cemento e vetro dell’architetto giapponese Tadao Ando, affiancata da un grande specchio d’acqua nel quale troviamo le prime sculture: il grande ragno, opera di Luise Bourgeois, e sul versante opposto le sculture di Calder e Hiroshi Sugimoto che creano suggestivi riflessi nell’acqua. Tra i vigneti, nella parte più bassa della tenuta, troviamo invece l’opera di Jean Nouvel, al quale è stata affidato il progetto della cantina vinicola. Il risultato è un semicilindro diviso in due sezioni, direttamente poggiato sul terreno, lucido ed interamente metallico, che accoglie macchine per la spremitura delle uve e impianti per l’imbottigliamento.
Château La Coste è un viaggio tra le vaste distese di vigneti, degustando del buon vino, incuriositi da insoliti oggetti che spuntano improvvisamente dal terreno durante il cammino, godendo del silenzioso e piacevole paesaggio. Scoprire l’architettura, immedesimarsi negli artisti e nelle loro suggestioni.
La passeggiata che ci accompagna tra le colline di Château La Coste comincia con una imponente muratura di pietre composite, opera dell’artista Sean Cully, passando tra le lame in acciaio infisse nel terreno di Richard Serra e le inquietanti installazioni di Tunga, costituite da archi spezzati a cui sono sospesi dei corpi di notevole peso e dimensione, fino ad arrivare all’opera di Andy Goldworthy, che ha inserito in una grotta leggermente illuminata, un nido formato dall’intreccio di tronchi, trasformandola in una cupola ipogea dalla quale è possibile vedere in lontananza il paesaggio circostante. Si giunge così al punto più alto del percorso, dove abbiamo un altro intervento di Tadao Ando, una piccola cappella in pietra circondata da un involucro vetrato. Proseguendo poi tra le varie sculture, tra le quali quella di Guggi e la forma perfetta, lucida e mono-materica di Tom Shannon, si arriva all’altro padiglione, sempre di Tadao Ando, un cubo in legno a cui si accede tramite un percorso protetto, in cui regna la semioscurità e nel quale sono posizionati quattro cubi traslucidi che denunciano il degrado ambientale al giorno d’oggi. Alla fine del nostro percorso, su una vasta distesa erbosa, troviamo il Music Pavillon di Frank Gehry , un auditorium all’aperto, creato nel 2008 per la Serpentine Gallery di Londra e traferito poi a in Provenza , che con la sua struttura in acciaio, vetro, legno e pietra e i suoi toni ben diversi da quelli iniziali, rappresenta l’ultimo scenario di questo suggestivo “villaggio”.
Château La Coste è un viaggio tra le vaste distese di vigneti, degustando del buon vino, incuriositi da insoliti oggetti che spuntano improvvisamente dal terreno durante il cammino, godendo del silenzioso e piacevole paesaggio. Scoprire l’architettura, immedesimarsi negli artisti e nelle loro suggestioni.
Federica Salvatore
domenica 23 marzo 2014
Oltre il sapone, tanta cultura a Marsiglia
Marsiglia è una città particolare, fusione di popoli di molteplici origini, che ha saputo creare dalla diversità un’identità unica. Oggi è la città dell’arte, della rinascita culturale e sociale. Quest’anno è stata proclamata, insieme alla città slovacca Kosice, Capitale Europea della Cultura. All’inizio del 2013 è un cantiere aperto, sotto vari punti di vista: aperto al mare, alla società, alla cultura, al futuro. Dopo grandi trasformazioni subite già negli anni precedenti, sono stati avviati circa 60 cantieri tra recuperi, riconversioni e nuove costruzioni. Il progetto principale, finalizzato al rilancio turistico e culturale, è l’Euro-Méditerranée, un piano che prevede il rinnovamento urbano di Marsiglia, a partire dalle aree portuali dismesse e volto alla promozione dell’area metropolitana. Architetti, ingegneri e artisti sono accorsi da ogni parte del mondo per dare il proprio contributo e si sono concentrati in particolare nella zona che va da Vieux Port, riqualificato grazie a un intervento dello studio di architetti di Norman Foster, che ha reso l’intera area pedonale, a Le Panier, il quartiere più antico e caratteristico di Marsiglia, con i suoi vicoli multicolore.
Scendendo verso il Fort-Saint-Jean troviamo uno degli edifici più notevoli, il MuCEM, Museo della Civiltà d’Europa e del Mediterraneo, ideato dall’architetto franco-algerino di origine italiane Rudy Ricciotti, che si ricollega ad esso tramite una passerella. Un edificio di “pietra, acqua e vento” che ospita spazi museali e dal quale è possibile ammirare da una parte Notre-Dame-de-la-Garde, sull’alto della collina, e dall’altra la Cathédrale Sainte-Marie-Majeure in stile neobizantino.
Accanto al MuCEM, uno degli edifici più rivoluzionari è la Villa Méditerranée firmata dall’architetto italiano Stefano Boeri, che sviluppa i suoi spazi sopra e sotto il mare ed è caratterizzato da uno sbalzo di 36 metri sospeso a 14 metri di altezza dal livello del mare. Un intervento significativo è stato realizzato per il J1, un hangar situato sulle banchine del porto di Marsiglia, che è stato completamente riqualificato.
Aperto per la prima volta al pubblico, con mostre ed eventi (tra cui la mostra su Le Corbusier) diventa un luogo d’incontro nell’attività portuale. Altri progetti realizzati sono il Frac, Fonds Régional d’Art Contemporain, museo realizzato dall’Architetto Kengo Kuma, il quale ha dovuto inserire l’edificio nel quartiere di Joliette, dall’assetto urbano complesso; quattro edifici, tra i quali il grattacielo di Jean Nouvel nel quartiere di Quais d’Arenc; il museo della fotografia di Frank O. Gehry; l’Euromed ideato da Massimiliano Fuksas.
Marsiglia rappresenta in sintesi uno dei più grandi progetti di riqualificazione urbanistica europea. In questa città così complessa, dalle mille contraddizioni, ci sono tutti i presupposti per la creazione di una nuova identità. E una buona architettura contribuisce in maniera significativa al raggiungimento di questo obiettivo.
Federica Salvatore



