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Ciao, tu lo conosci TED?

Il riferimento ad una celebre battuta della nota sitcom americana How i met your mother nasce spontaneo. TED (acronimo di Technology Entertainment Design) è il network di conferenze più influente del mondo. Valerio Bazzan su pagina99 l’ha definito il “Bilderberg delle idee”, della cultura mondiale. E non a torto. Le menti più brillanti degli ultimi 30 anni sono passate di qui. Da Bill Gates a Steve Jobs, giusto per richiamare due nomi noti all’immaginario collettivo. Quello che accomuna tutte i relatori da tutto il mondo sono appunto le idee. Da condividere e su cui collaborare. E sono proprio la condivisione e la collaborazione, oltre naturalmente l’innovazione, i principi cardine dell’iniziativa. Ideas worth spreading.

Nel 2014 TED compie 30 anni. Nasce infatti nel 1984 dall'iniziativa di Richard Saul Wurmann, un designer americano che cercava di creare un luogo di incontro tra tecnologia e nuovi media. Nel 2002 il passaggio di consegne all’imprenditore tecnologico Chris Anderson. Ma come funziona? Spieghiamo prima di tutto l’accostamento al Bilderberg. La quota annuale per partecipare fisicamente alle conferenze che si tengono in gran parte tra gli Stati Uniti e il Canada (solo da pochi anni si tiene un TED-global in UK) è di 6000$. Ma ciò che lo distingue nettamente dalla temuta riunione segreta è l'apertura dei contenutited.com contiene quasi 2000 interventi, tutti disponibili gratuitamente. Economia, tecnologia, ambiente, salute, politica sono solo alcune delle tags rintracciabili.

Tempo di durata dell'intervento improrogabilmente entro i 18 minuti. Argomentazioni quindi mirate, chiare e quanto il più possibile coinvolgenti. Una modalità di presentare che sta influenzando lo stesso concetto di conferenza. Un vero e proprio strumento di globalizzazione della conoscenza. Una diffusione molto efficace grazie soprattutto al sistema di traduzione (le conferenze sono sottotitolate e i contenuti tradotti in 21 lingue, tra cui l'italiano) che permette la comprensione anche ai meno avvezzi all'inglese. Una fonte di informazione non convenzionale e altamente competente che permette a chiunque di tenersi aggiornato sui risultati più innovativi che si stanno raggiungendo nel campo della ricerca. Non la classica lezione accademica, ma uno sguardo reale e creativo al mondo delle idee e di quello che nel futuro potrebbe essere la quotidianità.

domenica 6 aprile 2014

Oltre il sapone, tanta cultura a Marsiglia

Marsiglia è una città particolare, fusione di popoli di molteplici origini, che ha saputo creare dalla diversità un’identità unica. Oggi è la città dell’arte, della rinascita culturale e sociale. Quest’anno è stata proclamata, insieme alla città slovacca Kosice, Capitale Europea della Cultura. All’inizio del 2013 è un cantiere aperto, sotto vari punti di vista: aperto al mare, alla società, alla cultura, al futuro. Dopo grandi trasformazioni subite già negli anni precedenti, sono stati avviati circa 60 cantieri tra recuperi, riconversioni e nuove costruzioni. Il progetto principale, finalizzato al rilancio turistico e culturale, è l’Euro-Méditerranée, un piano che prevede il rinnovamento urbano di Marsiglia, a partire dalle aree portuali dismesse e volto alla promozione dell’area metropolitana. Architetti, ingegneri e artisti sono accorsi da ogni parte del mondo per dare il proprio contributo e si sono concentrati in particolare nella zona che va da Vieux Port, riqualificato grazie a un intervento dello studio di architetti di Norman Foster, che ha reso l’intera area pedonale, a Le Panier, il quartiere più antico e caratteristico di Marsiglia, con i suoi vicoli multicolore.

Scendendo verso il Fort-Saint-Jean troviamo uno degli edifici più notevoli, il MuCEM, Museo della Civiltà d’Europa e del Mediterraneo, ideato dall’architetto franco-algerino di origine italiane Rudy Ricciotti, che si ricollega ad esso tramite una passerella. Un edificio di “pietra, acqua e vento” che ospita spazi museali e dal quale è possibile ammirare da una parte Notre-Dame-de-la-Garde, sull’alto della collina, e dall’altra la Cathédrale Sainte-Marie-Majeure in stile neobizantino.

Accanto al MuCEM, uno degli edifici più rivoluzionari è la Villa Méditerranée firmata dall’architetto italiano Stefano Boeri, che sviluppa i suoi spazi sopra e sotto il mare ed è caratterizzato da uno sbalzo di 36 metri sospeso a 14 metri di altezza dal livello del mare. Un intervento significativo è stato realizzato per il J1, un hangar situato sulle banchine del porto di Marsiglia, che è stato completamente riqualificato.

Aperto per la prima volta al pubblico, con mostre ed eventi (tra cui la mostra su Le Corbusier) diventa un luogo d’incontro nell’attività portuale. Altri progetti realizzati sono il Frac, Fonds Régional d’Art Contemporain, museo realizzato dall’Architetto Kengo Kuma, il quale ha dovuto inserire l’edificio nel quartiere di Joliette, dall’assetto urbano complesso; quattro edifici, tra i quali il grattacielo di Jean Nouvel nel quartiere di Quais d’Arenc; il museo della fotografia di Frank O. Gehry; l’Euromed ideato da Massimiliano Fuksas. 
Marsiglia rappresenta in sintesi uno dei più grandi progetti di riqualificazione urbanistica europea. In questa città così complessa, dalle mille contraddizioni, ci sono tutti i presupposti per la creazione di una nuova identità. E una buona architettura contribuisce in maniera significativa al raggiungimento di questo obiettivo.

Federica Salvatore

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