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Arriva la batteri-a!


In un futuro molto prossimo il vostro cellulare potrà essere pieno non di virus ma di batteri e non dovrete correre nè da un tecnico nè a comprarne uno nuovo. Questo è quello che fa pensare la scoperta di un gruppo di scienziati della University of East Anglia, con a capo Tom Clarke. Gli studi di questo gruppo condotti su un batterio, Shewanella oneidensis, che vive nei fondali marini hanno infatti dato risultati interessanti.

Questo batterio ha la capacità di ossidare e ridurre vari ioni metallici attraverso i meccanismi biologici che sono alla base della sua sopravvivenza. Grazie a queste proprietà, se il microrganismo è fatto crescere in vicinanza di un polo positivo o negativo di un circuito elettrico gli elettroni e i protoni prodotti dal suo metabolismo producono energia che può' essere ad esempio immagazzinata in batterie.

È una bio-tecnologia che sicuramente va perfezionata in molti aspetti ma che può avere già molti risvolti pratici. Un applicazione diretta sarebbe l'utilizzo di questi batteri in impianti di purificazione delle acque e dei liquami per produrre l'energia necessaria al funzionamento degli impianti stessi. Questo permetterebbe la produzione di energia praticamente a costo zero e ci fa sperare in un futuro migliore dove non si utilizzeranno più le batterie che sono una delle maggiori cause di inquinamento delle acque e del suolo dovuto alla dispersione dei metalli pesanti presenti al loro interno dopo che sono gettate in discarica.



                                                                                                     Augusto Piazza















Energie rinnovabili e biotecnologie: il bio-metano

La storia di oggi arriva a gran sorpresa dal nostro paese, più precisamente dall'Italia centrale. Parla di una fattoria che ha deciso di auto produrre bio-metano a costo zero ed impatto zero che viene utilizzato come carburante per i macchinari impiegati. Questo modello è già utilizzato nel nord Europa ed è veramente conveniente dato che è economico e poco sofisticato. La materia prima per la produzione del biogas sono i liquami e gli scarti della stalla che vengono raccolti in un pozzo nero. A questo punto il processo è naturale e non richiede l'intervento dell'uomo per essere avviato. Infatti nel suolo della stalla è presente una proliferante flora batterica che degrada i liquami in composti più semplici che possono essere utilizzati da alcuni batteri speciali chiamati metanogeni. Questi ultimi utilizzando come fonte la CO2 riescono a produrre il prezioso metano. A questo punto bastano dei piccoli accorgimenti, come un'apertura a cupola che raccoglie il gas per mandarlo in un serbatoio di raccolta o a macchinari per una maggiore purificazione, ed il gioco è fatto. L' energia prodotta dal bio-metano può essere utilizzata sia per autoconsumo aziendale, sia per la cessione di energia elettrica a terzi, incentivata dalla recente riforma dei Certificati Verdi definita nella Legge del 23 Luglio 2009, n.99.

Inoltre il processo ha ulteriori vantaggi come:

  • Abbattimento odori ed emissioni inquinanti (NH e CH4): le sostanze maleodoranti che si formano durante il processo (acido solfidrico, mercaptani, ammoniaca) vengono avviate con il biogas alla combustione.

  • Riduzione dei patogeni presenti nei liquami: batteri che possono causare patologie al bestiame.

  • Riduzione della CO2dato che viene usata come substrato dai batteri 


Questo modello di produzione di energia rinnovabile si può affiancare ad altri già in uso per creare modelli di produzione agricola completamente autosufficienti dal punto di vista energetico. Ormai appare sempre più obsoleto il modello di produzione elettrica attuato da una mega-centrale verso i consumatori, la produzione di energia sta diventando un processo sempre più casalingo di auto-sostentamento ma anche di condivisione con un sistema più vasto.

Augusto Piazza


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